Wilder Kaiser, ancora una nuova via in libera per Roland Hemetzberger

A settembre Roland Hemetzberger ha liberato la Scheffler – Siegert, la via aperta nel 1960 da Peter Siegert e Wulf Scheffler sul settore Fleishbank del Wilder Kaiser ed ora salita in libera con difficoltà fino a UIAA 10.

Roland Hemetzberger continua con la sua “mission” di liberare vecchie vie aperte con l’uso dell’artificiale sul Wilder Kaiser in Austria. Dopo Karlspitze Südwand nell’ottobre 2012 e Relikt Noichl Wörndl alcuni giorni più tardi, Hemetzberger ha ora centrato quello che lui stesso descrive come “un momento clou della mia carriera alpinistica, qualcosa che durerà per sempre”, ovvero la prima salita in libera della via Scheffler – Siegert sulla verticale parete del Fleischbank.

Alta 350m e valutata VI-/A3, questa via fu aperta nel 1960 dagli alpinisti tedeschi Peter Siegert e Wulf Scheffler – gli stessi due che tre anni più tardi hanno aperto la famosa Superdirettissima sulla Cima Grande di Lavaredo insieme a Reiner Kauschke. Hemetzberger ha messo mano alla via quest’estate e si è subito reso conto che le sezioni in artificiale, pur essendo difficili, avrebbero potuto essere saliti in libera. Ma a rendere la sfida ancora più difficile è stato il fatto che Hemetzberger ha deciso di utilizzare, il più possibile, soltanto l’attrezzatura originale degli anni ’60 ed integrarla con protezioni veloci. Solo 3 nuovi chiodi sono stati aggiunti alle soste.

“Non ho voluto battere molti nuovi chiodi” ci ha detto Hemetzberger” e di certo nessuno spit, così la via è diventata difficile anche psicologicamente. Questa vecchia tecno-via sale una sottile fessure ed è protetta da tantissimi chiodi, ma mentre alcuni sono ancora in un buono stato, altri sono terribili. Ci sono anche dei cunei in legno, testimonianza di quello che veniva usato all’epoca… e noi li abbiamo lasciati, integrando il tutto con dadi e friends.”

Hemetzberger ha provato i primi 100m per tre giorni per poi effettuare la libera all’inizio di settembre insieme a Fabian Hagenauer. “Le difficoltà maggiori stanno nella prima sezione, molto ripida, e l’arrampicata è eccitante con protezioni relativamente scarse ed alcune soste non proprio belle” ci ha spiegato Hemetzberger, aggiungendo che “certamente uno non dovrebbe cadere in sosta, ma questo è abbastanza improbabile visto che i passi difficili sono abbastanza in alto sui singoli tiri.” Il secondo tiro è quello chiave, 40m di resistenza con difficoltà attorno all’ 8b. Durante la prima rotpunkt, Hemetzberger ha liberato tutti i tiri della parte bassa al primo tentativo, per poi continuare alternandosi da capo cordata con Hagenauer e salendo “terreno abbastanza classico, diedri e camini, a volta bagnati, con difficoltà fino VII.”

“Essere il primo a liberare questa via è un sogno che è diventato realtà, soprattutto perché non ci sono spit! Mi piace pensare che il mio stile possa dimostrare che, con sufficiente creatività, un progetto può durare per sempre. Quindi sarei davvero grato se nessuno spit fosse aggiunto in futuro. Abbiamo vissuto una vera avventura e sarebbe bello se anche altri lo facessero! Un grande ringraziamento ovviamente a Fabian Hagenauer e Bene Hirschman per avermi aiutato in questo progetto.”

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