Mount Malaspina, prima salita in Canada per Natalia Martinez e Camilo Rada

Il 15 agosto 2015 Natalia Martinez dall’Argentina e Camilo Rada dal Cile hanno effettuato la prima salita di Mount Malaspina (3.776 metri), Saint Elias Mountains, Yukon, Canada. I due hanno salito quella che veniva definita come la montagna inviolata più alta conosciuta del Nord America ​attraverso il colle nord e la cresta est (1900m, TD, AI2, 55-65°). Il racconto della salita da Camilo Rada.

Il 4 agosto il team composto da Natalia Martinez e Camilo Rada, come parte del progetto di Uncharted (che precedentemente ha salito Cordillera de Sarmiento nel 2012, Monte Sarmiento nel 2013 e Volcan Aguilera nel 2014, gli ultimi due menzionati nella big list del Piolet d’Or) è volato nel Kluane National Park ed è atterrato sul ghiacciaio Seward vicino al Mount Saint Elias. Dopo aver attraversato 12 km abbiamo stabilito il campo base vicino alle pendici del Monte Malaspina, per quanto siamo riusciti a capire è stata definita “la montagna inviolata più alta conosciuta del Nord America”. Definizione a parte, è certamente una delle vette inviolate più importanti ed interessanti del continente. In ogni caso, per quanto ne sappiamo è stata tentata seriamente una volta soltanto, nel 1976 da una spedizione di alpinisti dalla Polonia e dall’Alaska, lungo la cresta ovest.

Dopo 3 giorni esplorando il ghiacciaio che scorre, pieno di crepacci, da Malaspina a Seward, abbiamo finalmente scartato ogni idea di attraversare il ghiacciaio e siamo stati costretti a seguire il pericoloso bordo per un breve tratto, dove i detriti delle valanghe avevano riempito i crepacci. Attraversando quella sezione la mattina presto del 9 agosto siamo riusciti a stabilire un campo alto vicino alla parete nord della montagna.

Durante un periodo di maltempo il campo alto è stato abbandonato e successivamente mai occupato a causa dell’alto rischio valanghe. Diverse aree del bacino sembravano sicure, ma i seracchi cadendo per 1000m direttamente dalla cima della parete nord erano in grado di lanciare proiettili di ghiaccio e neve per diverse centinaia di metri, spargendoli per tutto il territorio. La decisione di abbandonare è stata presa dopo essere stati investiti, in seguito ad una valanga, da forti venti e pezzi di ghiaccio grandi quanto una televisione, arrivati fino a pochi metri dalla nostra tenda.

Quando il tempo è migliorato siamo partiti dal campo base il 13 agosto alle 00:40 di mattina. Dopo 3 ore abbiamo raggiunto il campo alto e continuato verso il colle, posto tra il Mount Baird e Malaspina. L’accesso al colle era estremamente esposto a valanghe, caduta rocce e seracchi, quindi siamo saliti rapidamente nelle ore prima dell’alba. Alle 07:00 abbiamo iniziato la salita verso il colle, attraversando in diagonale sotto un ghiacciaio pensile. I primi 300 metri di neve e ghiaccio di 45 – 60° sono stati superati in conserva ed in velocità a causa di un piccolo, ma comunque vicino, collasso di un seracco. Due tiri di ghiaccio 55-65° ci hanno poi portato ai facili pendii verso il colle. Dopo esserci riposati un po’ abbiamo ripreso la salita lungo la rampa che ci ha portato alla spalla orientale di Malaspina, 350m più in alto; questo pendio molto sostenuto è stato superato con 9 tiri di neve e ghiaccio 50-65° ed una cornice di neve caratterizzata da piccole sezioni verticali. Poco dopo la mezzanotte abbiamo scavato un bivacco nella spalla (3,377m), circondato dallo spettacolo mozzafiato dell’ aurora boreale

Il giorno successivo (il 15 agosto) alle ore 10 abbiamo continuato verso la vetta, salendo facili pendii di neve ed alcuni tratti tecnici. Dopo una falsa cima, abbiamo finalmente raggiunto la vetta principale alle 02:00, con il GPS che leggeva 3.756 metri. Il panorama è stato dominato dall’immenso ghiacciaio Malaspina, il ​​più grande ghiacciaio “Pie de mont” del mondo. Un ghiacciaio eccezionale della zona. La vista raggiungeva anche il Mount Saint Elias verso ovest, il massiccio Logan verso nord e Vancouver, Augusta, Cook e Fairweather verso est.

Per la discesa abbiamo seguito la stessa linea della salita, con 15 calate in doppia, la metà delle quali tra nubi basse e forti venti. Il campo base è stato raggiunto di nuovo alle 8 del mattino del 16 agosto, dopo 55 ore sulla montagna. Nonostante le difficoltà tecniche della via corrispondano ad un D/D+, suggeriamo il grado TD perché la montagna è molto remota e la via presenta molti pericoli oggettivi.


Info online:

La spedizione live: www.expenews.com/en/expeditions/411/dispatches Portfolio ExpeNews: www.expenews.com/en/expeditions/411/gallery
Facebook: https://www.facebook.com/patagonia.uncharted
Mappe: sites.google.com/site/mapasuncharted/

di Camilo Rada

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